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13/05/2025
1) Preliminarmente deve essere individuata la nozione di diritto autodeterminato, per tale intendendosi il diritto individuabile in base alla sola indicazione del relativo contenuto quale rappresentato dal bene che ne forma l'oggetto.
L'effetto processuale di tale definizione e che la causa petendi delle relative azioni si identifica con il diritto stesso
In materia di diritti autodeterminati la giurisprudenza ha riconosciuto pertanto il potere dovere del giudice, avanti al quale sia stata proposta domanda di nullità contrattuale di rilevare , di rilevare , anche d'ufficio, l'esistenza di una causa di nullità diversa da quella legata dall'istante, essendo quella domanda pertinente ad un diritto autodeterminato. Sicché detta causa di nullità è individuata indipendentemente dallo specifico vizio dedotto in giudizio dalla parte
La possibilità di allegare il nuovo titolo di nullità del contratto nel corso del giudizio di primo grado trova riscontro in tema di impugnazioni nell'affermazione per cui il soggetto che agisce a tutela di un diritto autodeterminato è ammesso a dedurre un titolo diverso rispetto a quello inizialmente posto a fondamento della propria pretesa, senza che ciò comporti profili di novità, neanche nell'ipotesi in cui risulti che il fatto nuovo non aveva trovato alcun accenno nelle difese di primo grado
è consolidato infatti in giurisprudenza l'orientamento per cui in materia di diritti autodeterminati non viola il divieto di ius novorum la deduzione, per la prima volta in sede di impugnazione, di un motivo di nullità contrattuale diverso rispetto a quello che in primo grado era stato posto dalla stessa parte a fondamento della domanda.
Applicando detti principi alla tematica della nullità negoziale nell'ambito giuslavoristico va ricordato che recentemente la Suprema Corte di Cassazione con sentenza 10328 del 2023 ha ritenuto applicabile il principio di rilevabilità d'ufficio delle nullità negoziali, enunciato dalle sezioni unite del 2014, rispetto a una nullità di un avviso di selezione indetto da un ente pubblico per l'accesso alle progressioni professionali orizzontali, così ammettendo in un caso di azione di nullità proposta sotto il profilo della discriminazione di genere la dichiarazione di una ragione di discriminazione diversa; la pronuncia anche se non riguardante le nullità del licenziamento si segnala perché in motivazione richiama aperta la questione della rilevabilità ufficiosa dei vizi di nullità del licenziamento non costituenti oggetto dell'impugnazione del lavoratore.
La Corte di Cassazione a sezioni unite. come detto, con la sentenza 2642 del 2014 ,aveva affermato il principio per cui il giudice innanzi al quale sia stata proposta domanda di nullità contrattuale deve rilevare di ufficio l'esistenza di una causa di quest'ultima diversa da quella allegata dall'istante.
Le sezioni unite hanno inteso conferire maggiore effettività alla tutela dei valori fondamentali richiamando anche la giurisprudenza eurounitaria, la quale è orientata nel senso della rilevabilità d'ufficio della nullità, ed hanno pertanto statuito che la domanda di nullità sarebbe pertanto unica rispetto ai diversi possibili vizi che inficiano un negozio.
Al giudice cui sia stata proposta la corrispondente istanza va quindi riconosciuto il potere dovere di accertare tutte le possibili ragioni di nullità ,e non soltanto quella indicata dalla parte, in tal modo non si travalicherebbero i limiti imposti dal principio dispositivo poiché la domanda di nullità inerisce a un diritto autodeterminato ed è quindi individuata a prescindere dallo specifico vizio dedotto in giudizio
in sostanza le sezioni unite sono giunte ad affermare il principio della legittimità del rilievo officioso del giudice di una causa diversa di nullità rispetto a quella sottoposta al suo esame dalla parte, sulla base dei seguenti tratti fondamentali di interpretazione:
-l'ambito di applicazione nel senso che viene in rilievo la impugnazione di un atto negoziale
-la ratio individuata nella tutela di interessi generali e sovra individuali a favore del soggetto debole del rapporto
-il fondamento rinvenuto nella sostanziale unicità della domanda di nullità rispetto ai diversi possibili vizi di radicale invalidità che affliggono il negozio cosicché il potere dovere del giudice di rilevare anche di ufficio i diversi motivi di nullità non prospettati da una parte potrà condurre al legittimo accoglimento della domanda a condizione che la diversa causa di nullità emerga dalle rituali allegazioni contenute nel ricorso
2 – La rilevabilità d’ufficio delle cause di nullità del licenziamento.La Sentenza n.302/24 del Tribunale del Lavoro di Ravenna
Negli anni più recenti è stata, infatti, esclusa, sulla base delle seguenti argomentazioni(che vanno a rimpiazzare quelle, ormai impraticabili perché smentite dalle Sezioni Unitecivili, legate alla pretesa necessità di armonizzare la previsione della rilevabilità d’ufficio delle nullità ex art. 1421 c.c. con il principio della domanda di cui all’art. 115c.p.c.):
1) la sussistenza di un doppio termine di decadenza per l’impugnazione del licenziamento;
2) l’impugnativa di licenziamento non introduce una domanda a tutela di un diritto autodeterminato;
3) nell'art. 18, comma 7, L. n. 300 del 1970, come modificato dalla L. n. 92 del 2012,
e nell'art. 4 D.Lgs. n. 23 del 2015, si fa riferimento all’applicazione delle tutele previste per il licenziamento discriminatorio, quindi affetto da nullità, "sulla base della domanda formulata dal lavoratore".
Tali argomenti non convincono.